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Watchmen, an HBO TV Series

E’ apparsa online un’ottima notizia per i fan di Watchmen, la famosa graphic novel potrebbe venire adattata sotto forma di serie televisiva, prodotta da HBO e dal regista Zack Snyder. Esiste già un film datato 2009 basato su Watchmen, un perfetto adattamento diretto dal genio creativo Zack Snyder, divenuto famoso per aver adattato magnificamente la graphic novel 300, di Frank Miller. La HBO ha dichiarato che sono in corso discussioni a riguardo, ma non vi sono ancora conferme definitive.

Sviluppare Watchmen come una serie televisiva permetterebbe di adattare ogni singolo passaggio dell’opera e allo stesso tempo, sarebbe un’ottima occasione per adattare il recente prequel a fumetti Before Watchmen.

Seth Grahame-Smith Will Direct The Flash Movie

Il Velocista Scarlatto ha finalmente un regista. The Hollywood Reporter ha diffuso la notizia secondo la quale Seth Grahame-Smith debutterà dietro la cinepresa del primo film solista di Flash.
Seth dirigerà e sceneggerà il lungometraggio, basandosi anche sul precedente script del duo Phil Lord e Christopher Miller.

Seth Grahame-Smith, oltre ad aver scritto svariati libri tra i quali Abraham Lincoln: Vampire Hunter e Pride and Prejudice and Zombies, si è occupato della sceneggiatura dello spin-off di “The LEGO Movie” interamente dedicato a LEGO Batman.

“The Flash”, diretto da Seth Grahame-Smith e con Ezra Miller nei panni del protagonista, arriverà nelle sale nel Marzo 2018.

Man of Steel, The Beginning of Superman’s Story and The DC Extended Universe

Nel Giugno del 2013, il reboot delle avventure cinematografiche dell’Uomo d’Acciaio è giunto nei cinema di tutto il mondo e ha fin da subito fatto parlare di se. Il film rinarra in chiave moderna le origini del più grande eroe di tutti i tempi, Superman.
Diretto dal genio creativo Zack Snyder, famoso per avere realizzato il miglior adattamento cinematografico di un fumetto, “Watchmen”, il film narra uno specifico percorso che comincia con la nascita di Kal-El su Krypton e termina con la nascita di Superman, nascosto dietro al suo alter ego Clark Kent.

Come si può benissimo evincere dal titolo “Man of Steel”, questo lungometraggio è qualcosa di diverso rispetto al classico film di Superman, partendo proprio dal fatto che il nome dell’eroe non è nel titolo del film. Così come dichiarò il regista stesso, questo film va inteso come un inizio assoluto della storia di Superman, rappresenta le basi dell’eroe e le fondamenta di un’icona leggendaria.
A rigor di logica è un film di origini e di conseguenza fa ciò che deve, narra le origini, considerando che anche Superman così come tutti i vari personaggi, ha delle origini.

Nei titoli di coda del film, il personaggio viene identificato come Clark Kent/Kal-El, non è ancora Superman.

“Man of Steel” eccelle perfettamente nel creare la base di quello che nel corso dei successivi film diverrà il Superman che conosciamo; per inciso, molti conoscono l’eroe grazie alle varie apparizioni cinematografiche e televisive, dunque l’immagine che essi hanno non corrisponde necessariamente al vero Superman dei fumetti, fonte d’ispirazione del film essendo appunto una trasposizione.

A questo proposito, alcuni fan sanno essere molto ipocriti e sempre più incoerenti. Criticano questo film perché non mostra “il Superman che conoscono” (mi chiedo però se abbiano mai letto il vero Superman dei fumetti o se ne hanno solo sentito parlare, un po’ come accade con il telefono senza fili, considerando che la stragrande maggioranza del pubblico di oggi non ha mai nemmeno aperto un albo in vita sua), sebbene il titolo sia “Man of Steel” e non contenga dunque il nome Superman, ma questi stessi ipocriti venerano un’azienda che sfrutta titoli famosi di fumetti/archi narrativi con film che in realtà non adattano e non adatteranno nemmeno lontanamente l’arco narrativo del quale il titolo specifico fa riferimento. Le cose andrebbero criticate con lo stesso parametro, non in maniera ipocrita. Morale della favola, la disonestà paga più dell’onestà e a quanto pare incanta il pubblico fino a fargli credere qualunque baggianata.

Molte delle critiche rivolte al personaggio in se, dipendono dal fatto che spettatori per nulla attenti si ostinino ad affermare che Superman non ha salvato nessuno. Nella realtà dei fatti Superman ha salvato l’interno pianeta Terra, per ben tre volte. Cosa che non è avvenuta in nessun’altra trasposizione cinematografica.
Ha salvato il mondo distruggendo la macchina terraformante, ha salvato il mondo contribuendo ad intrappolare i kryptoniani nella Zona Fantasma e infine ha salvato il mondo sconfiggendo Zod. Inoltre, Kal-El ha salvato molte vite agendo in modo diretto sin dall’inizio del film. Ergo il Kal-El di questo reboot è effettivamente Kal-El/Superman dei fumetti, sebbene sia ancora alle prime armi, ma ovviamente chi non presta attenzione alle cose o chi non conosce il personaggio, non può saperlo.

Dal punto di vista del materiale cartaceo, “Man of Steel” è un fedelissimo adattamento di quello che è a tutti gli effetti il personaggio di Superman, un alieno costretto ad adattarsi all’interno di un pianeta completamente diverso da quello da cui proviene, che nonostante le avversità opta per la via del bene dedicando se stesso, la sua vita e i suoi poteri alla salvaguardia della specie umana.
La pellicola ruota proprio attorno all’adattamento dell’alieno Kal-El, un estraneo che cerca il suo posto in questo mondo apparentemente ostile e nel frattempo utilizza i suoi poteri per fare del bene, salvando la gente senza mettersi troppo in mostra. Così come il film è paragonabile a un incontro alieno, anche la fotografia mette in risalto questo aspetto, attraverso tecniche innovative e particolari.
Il lungometraggio perciò presenta il film come un incontro ravvicinato con una specie aliena, con Kal-El e che con il gruppo di kryptoniani capitanati dal generale Zod.
“Man of Steel” è un film che riesce a mescolare perfettamente il genere sci-fi con il genere d’azione, passando per quello supereroistico. Considerando che un film va giudicato secondo parametri logici e validi, nonché sulla base di ciò che è e non ciò che non è o che sarebbe potuto essere, questo film ha un’ottima trama lineare che utilizza i flashback del passato per contestualizzare Clark, senza però rubare tempo alla trama principale e riesce a sviluppare in maniera eccellente i personaggi, come ad esempio i due padri di Superman, Jor-El il lungimirante padre biologico che ritiene che Kal-El possa diventare un simbolo di speranza nonché una guida per gli abitanti della Terra, e Jonathan Kent, un padre amorevole che vuole il bene per il figlio e che cerca di proteggerlo dai pericoli, arrivando persino a sacrificare se stesso. Entrambe le due figure paterne hanno sacrificato loro stessi per il bene di Kal-El, infatti Jor-El perisce a causa di Zod, nel tentativo di impedire al villain di fermare il lancio della navicella contenente l’ultimo figlio di Krypton.

Una scena che a mio avviso è stata poco compresa, come gran parte del film che secondo me non è stato nemmeno osservato con un briciolo di attenzione ma solo con astio e desiderio critico, essendo questo film un “rivale” della tanto amata major che tutti decantano ma con poca sostanza, è quella della morte di Jonathan Kent.
La scena è ambientata in un momento della vita del protagonista nel quale era solo un teenager e non aveva ancora molti dei suoi poteri, come ad esempio la super velocità o il volo. Jonathan, come ogni bravo padre di famiglia e onesto abitante del mondo che si rispetti, cerca di aiutare il prossimo durante l’attacco di un tornado.
Mette in salvo la moglie e il figlio e cerca di aiutare il suo cane, rimasto chiuso nell’auto. A causa dello spostamento dei veicoli, la sua gamba rimane intrappolata nell’auto ma fortunatamente riesce a salvare l’amico a quattro zampe. In quel preciso momento Clark è pronto a intervenire ma Jonathan, dopo essere riuscito a liberarsi, lo ferma lasciando la sua vita in balia del suo destino. Oltre a non avere i poteri necessari per agire senza essere visto, dato che come ho già detto non poteva ancora ne volare ne muoversi a super velocità, Clark potrebbe persino rimanere ferito dal tornado o addirittura perire. Jonathan sa che suo figlio proviene da un altro pianeta ma non sa fino a che punto sia forte o resistente e dunque preferisce proteggere la vita del figlio e la sua vera identità, sacrificando la sua. Clark obbedisce alla scelta protettiva del padre, la stessa scelta coerente seconda la quale il giovane non deve ancora mostrarsi al mondo, perché il mondo non è pronto. Jonathan decide dunque di rimanere coerente alla sua scelta e di sacrificare la sua stessa vita per il bene del figlio, cosa che qualunque genitore amorevole farebbe. E’ segno di estremo altruismo, cosa alquanto sconosciuta nel nostro egoistico mondo.
Le figure di Pa e Ma Kent vanno viste come due guide che cercano di crescere Clark con la giusta consapevolezza del mondo che lo circonda e che allo stesso tempo, lo mettono dinnanzi ad una scelta, essere un “normale” cittadino del mondo o divenire un salvatore, rivelandosi agli abitanti del pianeta.

Ogni buon film che si rispetti, oltre a sviluppare al meglio i personaggi principali e il protagonista, deve essere in grado di mostrare una degna nemesi e questo lungometraggio ci presenta uno dei villain più intensi e profondi di tutto il panorama delle trasposizioni fumettistiche. Il generale Zod non è un semplice villain, è un essere nato con un solo obiettivo e che a suo modo cerca di fare ciò che lui ritiene sia giusto per la sua specie. Per gli umani è una minaccia ma per i kryptoniani sarebbe la salvezza, colui deciso a far rinascere il suo pianeta e la sua cultura. Zod pone l’eroe in una difficile situazione, quella di dover scegliere tra ciò che lui rappresenta, dunque Krypton e il suo popolo e ciò che lui ora è, un abitante della Terra.
Clark viene costantemente messo di fronte a scelte difficili, persino per un individuo così potente e quasi invincibile. Snyder ha saputo “umanizzare” la figura iconica di Superman, mostrando al pubblico che anche un essere dai poteri divini ha un cuore e delle emozioni. Zod non è l’unico villain del film. Oltre a lui c’è Faora, caratterizzata in maniera eccellente dal regista Zack Snyder. Oltre ad essere un personaggio ben delineato, a tratti appare persino più spaventosa del villain principale. Il regista ha dunque dato il giusto spazio anche ad un importante personaggio femminile della mitologia di Superman. Sono pochi o quasi inesistenti i villain al femminile nelle trasposizioni cinematografiche di fumetti, ma senza dubbio Faora è quella meglio caratterizzata. Entrambi i due villain sono sullo stesso piano, sebbene in alcune circostanze sia Faora a rubare la scena a Zod.

Uno degli aspetti che ha creato un inutile scalpore è stato lo scontro finale tra Superman e Zod. Infatti, l’eroe si è trovato dinnanzi ad un’ennesima scelta, terminare definitivamente il villain, deciso ad eliminare ogni singolo abitante del pianeta Terra, oppure lasciarlo “libero” e ciò avrebbe comportato innumerevoli danni se consideriamo che non esiste ancora una prigione in grado di contenere Zod e soprattutto, è già riuscito ad evadere dalla Zona Fantasma, una delle prigioni più sicure dell’universo, nella prima parte del film. Il regista ha fatto ciò che a mio avviso dovrebbe avvenire più spesso nei fumetti e nei racconti in generale, ha messo l’eroe in una condizione di scelta così estrema e improvvisa, che qualunque cosa lui decida di fare comporterà una perdita. Superman ha scelto di salvare il mondo, ponendo fine alla malvagità di un essere ormai fuori controllo.

La “regola” secondo la quale Superman non uccide non è una regola, si chiama buon senso. Un eroe, così come ogni persona civile onesta e buona, è tenuto a fare il meglio e a salvare tutte le vite possibili. Purtroppo può capitare di trovarsi in una situazione estrema e finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di mostrare ciò che potrebbe accadere se un supereroe non avesse altra scelta se non quella di terminare il nemico. Superman “non ha ucciso”, ha salvato delle vite e il mondo intero, ha fatto ciò che un eroe deve fare, ha preferito “sacrificare” la propria integrità per il bene del prossimo.
E’ per questo che Superman è il migliore tra tutti gli esseri presenti sulla Terra, nonostante tutto fa sempre ciò che è meglio per gli altri e per la loro salvaguardia prima ancora che per se stesso.
Non avrebbe avuto problemi a lasciare che Zod uccidesse tutti, in fin dei conti che motivo ha un alieno di voler proteggere la specie umana? L’altruismo, un termine estraneo sulla Terra ma a quanto pare conosciuto su Krypton. Kal-El è distrutto dal dolore dopo ciò che ha fatto, non ha preso la sua azione alla leggera, è ferito nel profondo.
A quanto pare però la gene non guarda i film, cerca elementi da criticare ed è esattamente ciò che è accaduto con questa specifica scena, le persone si sono lamentate perché Superman ha ucciso Zod (come se non fosse già accaduto molte più volte di quante la gente ne possa immaginare, nei fumetti e anche nei passati film).

Un’altra critica particolarmente inutile ed insensata è quella della “troppa distruzione”. C’è gente che si è lamentata perché in un film, dunque in un prodotto di fantasia, fantascientifico, fittizio e che non ha nulla a che fare con la realtà nella quale viviamo, due indivdui dai poteri quasi divini e quasi illimitati si sono scontrati senza esclusione di colpi, dato che uno dei due ha cercato di terraformare il pianeta Terra con l’aiuto di un gruppo di altri individui dai poteri sovrumani e dato che questo malvagio individuo ha dichiarato che avrebbe annientato ogni singolo essere sul pianeta, e hanno inevitabilmente arreccato danni a edifici della città nella quale si stavano battendo e dalla quale il villain non si sarebbe mai lasciato trascinare via, considerando che il suo obiettivo era diventato quello di eliminare tutti, partendo dalle persone di quella città. Onestamente quella della distruzione mi sembra un critica stupida, in primo luogo perché Kal-El è ancora un principiante alle prime armi (ricordate vero che il titolo è “Man of Steel” e non Superman?) in secondo luogo perché la distruzione, poca o tanta che sia, è assolutamente giustificata dalla trama, dalla storia e dalle vicende stesse. La “leggenda” secondo la quale Superman avrebbe causato i danni è ancora più stupida della critica in se, considerando che prima dello scontro diretto con Zod, non ha causato alcun danno e anzi ha cercato di evitarne.
Inoltre Metropolis non è stata annientata come i “critici” affermano, altrimenti nella battaglia finale tra Kal-El e Zod non ci sarebbero stati palazzi attorno ai quali volare, come si vede chiaramente e in parecchie sequenze si può notare che la parte della città distrutta è molto contenuta, una piccola parte all’interno di una vastissima città. Il fatto che qualche isolato di una città sia stato distrutto non significa che “tutta la città è stata distrutta”. La verità è che le persone cercano cose da criticare, vogliono gettare fango adosso a prodotti solo perché sono potenziali rivali di altri film che loro ammirano, dunque temono la competizione e il modo peggiore per affrontare ciò è screditarla, segno di scarsa fiducia in ciò in cui credono dato che ritengono che l’unico modo per far si che la loro amata azienda “vinca” sia quello di buttare fuori dalla competizione le altre, che in molti casi sono nettamente superiori di quella che decantano.

In fin dei conti è semplice, se a qualcuno non piace una cosa non dovrebbe interessarsene ne tanto meno criticarlo ancora dopo più di 2 anni, ma soprattutto se non vi piace Superman non guardate i suoi film e non leggete i suoi fumetti, non mi sembra così difficile da capire. Il tanto criticato (e sicuramente incompreso da spettatori superficiali) “Man of Steel” ha guadagnato complessivamente circa 668 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il reboot con maggior successo nella storia delle trasposizioni, arrivando a guadagnare più del doppio rispetto al film originale del 1978.
Oltre a ciò è la trasposizione di un fumetto ad aver guadagnato maggiormente in home video nel 2013, per la precisione più di 100 milioni di dollari. É a tutti gli effetti un ottimo film e un indiscusso successo al botteghino. Sicuramente è diverso dalle trasposizioni di fumetti alle quali siamo abituati, ma a loro volta le banali commedie senza ripercussioni sono diverse dai reali temi dei fumetti che “adattano”.

Sono assolutamente sicuro che molta gente non abbia guardato questo film per quello che rappresenta, ma per ciò che non è.
Si dice che ogni storia abbia un inizio e questo è l’inizio della storia di Superman. Magari qualcuno pensa che il personaggio sia stato partorito dalla madre biologica direttamente alto 1 m e 90, con tanto di costume indosso e già pronto a salvare “gattini sugli alberi”.
Prima di diventare un’icona e l’eroe leggendario che molti conoscono, era semplicemente un alieno spaesato in un pianeta ostile, alla ricerca di risposte e di un suo spazio. Questo film non è un’allegra e spensierata commedia dove tutto capita e nessuno si fa male e anzi ci ridono sopra mangiandosi un boccone, questo film parla di conseguenze, è a tratti crudo ma è giusto che sia così. Purtroppo con la ormai dilagante moda delle recensioni video dei vari canali di youtube che fanno raccimolare bei soldini e con le varie possibilità di esprimere il proprio parere, spesso e volentieri (con un guadagno alle spalle) la gente si permette di dire le peggio cose su tutto, azzerando il proprio intelletto a favore di commenti ignoranti provenienti da un gregge di pecore, nessuno vuole sentirsi escluso dunque la gente dice ciò che gli altri vogliono sentirsi dire e fenomeni di questo tipo capitano fin troppo spesso all’interno dei canali di youtube o dei siti “famosi”. In qualunque circostanza è stupido parlare di cose che non interessano minimamente e vien spontaneo chiedersi come mai molti fanno “recensioni” persino di trailer, se in realtà non hanno nei loro interessi gli argomenti dei quali parlano. Direi che i soldi riescono a comprare/corrompere sia il cervello che la coerenza. Come se non bastasse, gran parte del pubblico di oggi parte già prevenuto su molti film e in certi casi pare abbiano già una loro solida opinione su un film, prima ancora che esso sia entrato in produzione. Può sembrare paradossale, ma purtroppo è la “normalità”.

Sempre in ambito di disonestà e incapacità di osservare la realtà per quello che è veramente e non per ciò che qualcuno ci fa credere o che noi riteniamo essere vero, parecchi mesi fa l’attore Jason Momoa, su espressa richiesta di un fan, scrisse un insulto scherzoso sul poster di Aquaman. Il fan postò l’immagine online creando un putiferio fra i fan di quell’azienda, oggetto d’insulto. È buffo perché la gente si accanisce contro un attore che in maniera scherzosa e in buona fede ha accontentato la richiesta diretta di un fan (c’è chi in qualche articolo ha definito ciò come “una cosa gravissima”, “la cosa più grave che potrebbe accadere …), che se non avesse postato online la foto nessuno avrebbe mai scoperto ciò che era accaduto, ma questi stessi “fan puristi” non dicono niente se attori di una certa azienda insultano anche molto pesantemente altri film, attori, personaggi, fumetti, durante interviste, convention o conferenze. Insomma, fare un autografo scherzoso ad un fan su sua specifica richiesta è una cosa grave ma insultare pesantemente davanti a molte altre persone (avete presente una conferenza stampa o una convention rispetto ad un fan a tu per tu con un attore?) proprietà intellettuale ed arte di qualcun altro (personaggi, storie e/o film), non è grave. Ciò ha un nome: ipocrisia.

Prima che il film arrivasse nelle sale, tutti criticavano il personaggio di Superman definendolo “troppo perfetto, troppo forte, troppo di qua troppo di la”. Una volta giunto nei cinema, la gente ha iniziato a lamentarsi perché quello del film non è “troppo perfetto, troppo forte, troppo di qua troppo di la”. L’ipocrisia e l’incoerenza hanno raggiunto livelli incredibilmente assurdi, ma alle persone non importa più la coerenza, bensì l’aggregazione ad una voce che non li faccia sentire le mosche bianche. Onestamente non capisco il motivo delle critiche rivolte al personaggio di Superman. È un supereroe, ha dei superpoteri, semplice. Non è una persona reale è un personaggio di fantascienza, che ha determinate caratteristiche.
Sarebbe come lamentarsi del fatto che Harry Potter è “troppo mago” o che in Star Trek c’è “troppo spazio” o che King Kong è “troppo scimmiesco”. È ormai chiaro che certe critiche rivolte a qualsivoglia personaggio siano dovute ad un intrinseco desiderio di aggregarsi a ciò che dicono gli altri per non essere gli unici a dire qualcosa di originale e diverso e questa ormai antica prassi di criticare senza motivo e senza ragione apparente andrà avanti presumibilmente per sempre. Ciò rispecchia particolarmente la società di oggi, non importa quante cose giuste o quanto bene tu faccia, ti criticheranno e osserveranno sono gli errori. Ormai non si elogia più la vittoria ma si deride la sconfitta.

Senza contare che “Superman Returns” venne criticato per la mancanza di azione, combattimenti, scontri e un villain in grado di tenere testa all’eroe, mentre “Man of Steel” è stato criticato proprio per la presenza di quegli elementi.

Sembra che (quasi) nessuno riesca ad immedesimarsi in Superman, eppure lui è in assoluto l’eroe più altruista e buono nel panorama fumettistico. Poteri a parte (la stragrande maggioranza dei supereroi hanno poteri, per chi non se ne fosse ancora accorto), credo che in realtà sia il supereroe con il quale sia più semplice immedesimarsi, essendo nel profondo un individuo dall’animo buono e che cerca di fare del suo meglio per il bene del prossimo. Forse il fatto che molti non riescano a vedere se stessi in Superman, identifica il profondo egoismo e menefreghismo di questa società, considerando che essere altruisti e onesti ci rende già molto più simili a Superman e che al contrario di Batman o Spider-Man, è colui che cerca di essere a tutti gli effetti l’esempio per l’umanità, la speranza e il coraggio.

La scelta è ciò che caratterizza questo primo capitolo delle nuove avventure cinematografiche di Superman. La scelta tra l’anonimato e la rivelazione come eroe/alieno, la scelta tra ciò che è giusto e che è sbagliato, tra la Terra e Krypton, tra il bene e il male, tra la distruzione e la salvezza. Ciò che molti tendono a dimenticare o che non sanno proprio è che Superman ha scelto di essere un salvatore, il suo animo onesto e la sua bontà lo hanno reso l’eroe che è, ma ciò non implica che lui debba qualcosa a qualcuno. Se bastasse avere superpoteri per essere supereroi, non esisterebbero supervillain. Così come ha deciso di adattarsi e cercare di fare il suo meglio, avrebbe potuto anche decidere di sottomettere e conquistare il mondo, aiutando Zod. Superman è così come lo conosciamo perché ha scelto di esserlo e “Man of Steel” rappresenta il percorso che lo ha portato a compiere questa sua scelta. La figura iconica di Superman nasce esattamente alla fine del film, nel preciso momento in cui ha trovato un suo posto sulla Terra e ha finalmente preso la sua decisione.

Un film va analizzato ed eventualmente criticato sulla base di parametri più ampi del semplice “non è il Superman che conosco” o “non è allegro e spensierato”.
“Man of Steel” è un viaggio introspettivo nella vita di Kal-El, prima che divenisse l’icona che il modo conosce come Superman.
La struttura del film è ben bilanciata, la regia è ottima e le musiche sono epiche, grazie alla bravura di Hans Zimmer che ha saputo realizzare uno score eccellente.

Non solo il film è un perfetto inizio per la storia di Superman, ma è anche un grandioso inizio per un universo condiviso. Al contrario della stragrande maggioranza di franchise, film e sequel vari, il follow-up di “Man of Steel”, ovvero “Batman v Superman: Dawn of Justice”, proseguirà le vicende narrate nel reboot e si concentrerà in modo particolare sulle conseguenze di quanto è accaduto in “Man of Steel”. Dunque questo primo film va inteso esattamente per quello che è, un inizio di qualcosa di molto più ampio, le fondamenta di un universo vasto e tutto da esplorare.

A Legend, an Icon, a Hero and a Superman: Christopher Reeve

Oggi il mitico Christopher Reeve avrebbe compiuto gli anni.
Nato il 25 Settembre 1952, Christopher è l’attore che diede il volto all’iconico Superman nel primo vero e proprio lungometraggio cinematografico, datato 1978, diretto da Richard Donner e intitolato “Superman: The Movie”. Successivamente interpretò l’eroe nei tre sequel “Superman II” (1980), “Superman III” (1983) e “Superman IV: The Quest for Peace” (1987). Tra le varie apparizioni cinematografiche e televisive, ebbe un ruolo anche nella serie tv “Smallville” nei panni del Dr. Swann.

Purtroppo il grande Christopher non è più tra noi, ma non ci dimenticheremo mai di lui, rimarrà per sempre nella nostra memoria. R.I.P. Christopher Reeve (25 settembre 1952 – 10 ottobre 2004).

Batman v Superman, History in the Making and The Dawn of Justice

“Batman v Superman: Dawn of Justice” è un film già destinato a fare la storia. Rappresenta il primo team-up e crossover cinematografico tra due personaggi della DC Comics, in particolare i due più grandi ed iconici eroi dei fumetti, Superman e Batman.
Presenterà per la prima volta sul grande schermo Wonder Woman, nell’anno del suo 75esimo anniversario e avrà un piccolo spazio per la prima apparizione cinematografica di Aquaman. Anche il re di Atlantide festeggerà il suo 75esimo anniversario. Ma non è tutto.
Per la prima volta nella storia, Bill Finger verrà ufficialmente accreditato come co-creatore di Batman e il suo nome apparirà tra i titoli del film. Dopo moltissimi anni di attesa e d’ingiustizie, la DC ha ufficializzato il nome di Bill come legittimo co-creatore del Cavaliere Oscuro e avrà dunque il suo meritato spazio accanto al nome di Batman.

Bill Finger non venne mai accreditato come co-creatore del personaggio, sebbene sia effettivamente il creatore della maggior parte degli elementi dell’universo di Batman. Ha creato tutto ciò che rende il Cavaliere Oscuro l’eroe che oggi tutti amano, compreso il nome, il costume, la storia, l’alter ego Bruce Wayne e molti dei suoi iconici villain, tra i quali Joker e Catwoman.
Oltre ad aver contribuito alla nascita e allo sviluppo di Batman, ha sceneggiato le storie dei fumetti per i decenni successivi e ha persino scritto alcuni episodi della serie tv degli anni ’60.

“Batman v Superman: Dawn of Justice” è un film diretto dal genio visionario Zack Snyder (“300”, “Watchmen”, “Man of Steel”) e sceneggiato dal premio Oscar Chris Terrio (“Argo”).
Il cast del film è composto da Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Henry Cavill (Superman/Clark Kent), Amy Adams (Lois Lane), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Gal Gadot (Diana/Wonder Woman), Holly Hunter, Diane Lane (Martha Kent), Laurence Fishburne (Perry White), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), Tao Okamoto (Mercy Graves), Harry Lennix (Generale Swanwick), Christina Wren (Carrie Farris), Michael Shannon (Generale Zod), Scoot McNairy, Callan Mulvey, Ray Fisher (Victor Stone) e Jason Momoa (Arthur Curry/Aquaman).

Il film arriverà nelle sale cinematografiche il 25 Marzo 2016.

Bill Finger is Officially The Co-Creator of Batman

Dopo ben 76 anni, Bill Finger è stato finalmente accreditato come co-creatore di Batman.

Il presidente della DC Entertainment, Diane Nelson, ha dichiarato che il nome di Bill Finger apparirà nella seconda stagione di “Gotham” e in “Batman v Superman: Dawn of Justice”.

“DC Entertainment e la famiglia di Bill Finger sono lieti di annunciare di avere raggiunto un accordo che riconosce i contributi significativi del signor Finger alla creazione dei personaggi del mondo di Batman.
Bill Finger è stato determinante nello sviluppo di molti dei principali elementi creativi che arricchiscono l’universo di Batman, e non vediamo l’ora di dare il nostro riconoscimento al suo ruolo significativo nella storia della DC Comics – ha dichiarato Diane Nelson, presidente di DC Entertainment – come parte del riconoscimento di tali contributi siamo lieti di confermare oggi che Bill Finger riceverà i crediti nella serie televisiva della Warner Bros. Gotham e nel film Batman v Superman: Dawn of Justice”

E’ stato raggiunto un traguardo storico ed è finalmente stata fatta giustizia, considerando che per 76 anni l’unico ad essere stato accreditato come “creatore” di Batman fu Bob Kane, il quale contribuì solo in minima parte alla nascita del personaggio. Fu Bill Finger a crearlo a tutti gli effetti così come lo conosciamo oggi.

Booster Gold and Blue Beetle Team-up Movie

La Warner Bros. produrrà un adattamento cinematografico con protagonisti i due eroi Booster Gold e Blue Beetle.
La notizia è stata riportata dal sito The Tracking Board, il quale ha inoltre aggiunto che Greg Berlanti (“Arrow”, “The Flash”) sarà coinvolto direttamente nel progetto, come produttore e forse come regista. Inoltre Sarah Schechter sarà la produttrice esecutiva, mentre Julia Spiro supervisionerà il progetto.

Il film sarà diverso dagli altri lungometraggi della DC Comics e nello specifico sarà modellato sullo stile dei classici buddy cop movie, con un’ampia dose di comicità. Farà parte dell’universo cinematografico della DC Comics.